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Il potere terapeutico del teatro

I benefici di una serata diversa

Al giorno d’oggi la maggior parte dei ragazzi pensa che il teatro sia un’attrazione che non ha più niente a che fare con loro, in un mondo ormai affascinato da altri mezzi di comunicazione questi ovviamente sembrano molto più comprensibili di una tragedia greca.

E se non fosse solo questo il teatro?

Dietro le quinte si può ritrovare uno spettro di emozioni vastissimo:

l’ansia di non ricordarsi una battuta,

un’eccitazione del tutto nuova data dal fatto di non conoscere il pubblico, di conseguenza il dubbio sulla riuscita prefissata dello spettacolo,

l’empatia e la solidarietà che si crea tra gli attori dopo un percorso così coinvolgente.

“Benvenuti a teatro, dove tutto è finto ma niente è falso”
– Gigi Proietti, signore e signori!

Il teatro è espressione, libertà e magia, non ci sono barriere tra gli attori e lo spettatore, che infatti potrebbe ritrovarsi in un personaggio o negli ideali della rappresentazione e sentirsi toccato nel profondo, risvegliato, arricchito, riconnesso alla propria identità.

Il fenomeno che avviene negli spettatori può essere riassunto con la parola “catarsi”, dal greco “purificazione”, termine ripreso anche da Sigmund Freud per indicare la liberazione di emozioni grazie al recupero di particolari pensieri o ricordi;

il pubblico infatti, grazie all’immedesimazione, può dare vita alla propria analisi introspettiva e iniziare la propria crescita morale.

“Bisogna trovare l’essenza della vita umana” – J. Grotowskj,

regista e teorico teatrale secondo cui il teatro è un mezzo utile per esplorare se stessi, perché porta a un lavoro di “scavo” interiore.

La Teatroterapia è un metodo per andare ancora più in profondità: Grotowskj, Stanislavskij e Barba, come altri teorici della Teatroterapia, credono che l’uomo non debba più essere bloccato in un solo “copione” ma debba poter essere libero di crescere e liberarsi.

Con lo Psicodramma il paziente è messo nella condizione di sperimentare, in uno spazio d’azione, delle situazioni già vissute o di parlarne con le diverse parti di sé.

Il protagonista-paziente trova il sostegno di:

–>un conduttore di psicodramma, un professionista qualificato;

–>un gruppo di persone che creano l’ambiente della messa in scena e che hanno i ruoli richiesti dalla rappresentazione;

–>uno spazio d’azione, non necessariamente un palcoscenico;

–>una messa in azione.

Questa terapia può essere divisa in tre momenti:

–>Fase pre-espressiva: ha lo scopo di sciogliere le paure e le resistenze, è la fase in cui si ascoltano le proprie emozioni.

–>Fase espressiva: improvvisazione e spontaneità, lo scopo è costruire il proprio personaggio.

–>Fase post-espressiva: si costruisce una recitazione di gruppo, si guarda il proprio personaggio con distacco, cambiando ciò che si desidera in vista della rappresentazione di gruppo.

Il Teatro porta molteplici benefici anche a chi vuole semplicemente fare da spettatore,

infatti può essere un momento di evasione dalla quotidianità, di introspezione, di divertimento, può essere un modo di socializzare, di confrontarsi con le opinioni altrui, può portare ad un’epifania o semplicemente essere un momento di completo distacco dai propri problemi.


L’atmosfera che si respira è autentica, l’emozione degli attori è palpabile, prima che cominci la rappresentazione c’è un silenzio pieno di aspettative, nessuna pubblicità, niente di artificiale, verità portata davanti ai vostri occhi sotto forma di battute.


La mia vita è cambiata da quando ho iniziato ad avvicinarmi a questo mondo che non smette mai di stupire, mi ha fatto conoscere aspetti di me che non avevo mai preso in considerazione e continua a farmi superare i miei limiti.

Vorrei proporvi una serata diversa:

nel momento in cui si potrà uscire comprate un biglietto per andare a teatro! Vi assicuro delle emozioni ben diverse da quelle che potreste provare davanti ad una TV.


Siete pronti a vivere questa magia?

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